Anche se utopia vuol dire un luogo che non c'è, bisogna ammettere che come poche altre realtà è descritta e discussa. Mettendo insieme i pensieri che commentano il luogo che non c'è, si otterrebbe una sterminata biblioteca che in cui, tra le altre cose, vi è depositata buona parte della storia dell'uomo. Filosofi e politici hanno fatto a gara nel descrivere questo luogo che non esiste. E oggi ci accorgiamo che senza di esso si svuoterebbero molti dei valori che hanno retto il mondo.La storia dell'utopia è troppo lunga perché la si possa riassumere in un libro o in una prefazione. Qui, semplicemente, si ristampa per un vasto pubblico il testo classico di Tomaso Moro nella traduzione di Domenico Magnino, libro che fu la strenna della Silvio Berlusconi Editore nel 1991. Inalterate restano le qualità del libro, cambia soltanto la destinazione.Nell'isola di Tomaso Moro ogni cosa funziona seguendo le norme scritte nel manuale della perfezione e della felicità.L'unico guaio, per noi e per voi, è che possiamo invitarvi nel luogo che non c'è soltanto attraverso un libro come questo. Certo, ci potete arrivare anche grazie alla Città del Sole di Campanella o alla Nuova Atlantide di Bacone; sappiate soltanto che l'utopia è bella e contagiosa. Se desiderate qualcosa di più, però, non c'è. Non c'è veramente. Dopo l'utopia troverete soltanto un sorriso.