Il diritto naturale è questione che attraversa i secoli. Da Antigone e Creonte fino ai nostri giorni esso è questione che interpella i giuristi. Esso è attualmente questione che, da una parte, separa la cultura giuridica «orientale» da quella «occidentale» e, dall'altra, divide l'Occidente. Il libro ne illustra le principali ragioni (storiche e teoretiche) e offre simultaneamente un'analisi critica sia delle teorie giuridiche che, pur proponendosi il superamento del vecchio giuspositivismo, ne rimangono in ultima analisi prigioniere, sia delle dottrine elaborate da contemporanei maestri del diritto (per esempio, da Francesco Carnelutti e da Ricardo Dip). Il lavoro è metodologicamente condotto con costante riferimento all'esperienza, vale a dire tenendo presente sia la legislazione sia la giurisprudenza, soprattutto quella delle Corti costituzionali. Esso, pertanto, pone e considera la questione del diritto naturale come essa attualmente emerge dai problemi e dalle controversie «concrete», cioè esistenziali. L'Autore, già Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Udine, è membro sia della Reale Accademia di Scienze Morali e Politiche sia della Reale Accademia di Giurisprudenza e Legislazione del Regno di Spagna. Dal 2023 è Vice Presidente dell'Unione Internazionale Giuristi Cattolici.
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